In occasione della Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, abbiamo organizzato un evento per parlare di quei luoghi in cui questi diritti sono negati. Si tratta di luoghi del passato, come la nostra stessa Milano durante la II Guerra Mondiale, e luoghi del presente.
L’appuntamento è per le ore 18:30 di mercoledì 20 novembre presso l’ex chiesetta del parco Trotter (via Angelo Mosso, 7 – MM Rovereto).
L’evento è patrocinato dal Municipio 2 del Comune di Milano. Questa la lista completa delle realtà coinvolte:
L’incontro si aprirà con una introduzione musicale. Di seguito interverranno:
Care e cari, l’idea di parlare contemporaneamente di potenze in guerra e di ideale di pace viene da un’ ipotesi di lavoro: che un ordine (o forse ormai un disordine mondiale) pervicacemente legato alle potenze sia la negazione di ogni speranza e di ogni ideale di pace, e che la presenza stessa delle Potenze oggi renda necessario, non utopistico, rimuovere la guerra dalla storia (parola d’ordine delle Donne in Nero, organizzazione pacifista nata in Israele e poi diffusa in molti Stati).
C’erano, una volta, gli Imperi, poi il concetto di Impero è sembrato sconveniente ed è stato sostituito da quello di Potenza. Gli Imperi hanno scatenato la prima guerra mondiale, le potenze si sono sviluppate (o hanno tentato di farlo) con la Seconda. Una teorizzazione a favore della pace nasce già agli inizi dell’Ottocento in Europa, ma sono soprattutto le due guerre mondiali a concretizzare proposte di intervento e di legislazione sovranazionale per comporre i conflitti . Ma oggi in Ucraina le potenze si confrontano in armi, l’una direttamente, l’altra per interposto esercito, diciamo così, nessuna regola o ruolo previsto dal diritto internazionale viene messo in campo e nessuno si candida per favorire una mediazione.
Quanto all’ideale della pace, dovremmo cercare di capire se sopravvive o se è stato quasi sostituito dall’ideale della Potenza. Era ideale morale, sociale, religioso e politico. Mi sembra soprattutto importante capire come e dove sopravvive ed eventualmente che cosa di quell’ideale è andato perduto o si è rinsecchito in questa guerra che ha scatenato risse verbali e insulti inauditi.
Ad aprirmi la mente sul ruolo e la natura dell’idea di Potenza sono state le analisi dei geopolitici (civili e militari), come ad esempio quelle pubblicate su Limes. Sul pacifismo per il momento non posso che passarvi qualche suggerimento che mi è caro, su tutti gli scritti di Maria Zambrano, filosofa spagnola che combatté contro Franco e poi andò in esilio anche qui, in Italia.
Gli iscritti presenti al congresso hanno votato per dare vita al nuovo direttivo. Riconfermati Alessandra Duglio e Alessandro Magni, rispettivamente come presidente e vicepresidente, nonché Giulia Capra e Monica Credi. Fanno, invece, il loro primo ingresso Lidia Campagnano, Gianluca Napoletano e Giulia Zuffa.
Nel corso del congresso, tenutosi alla presenza di un rappresentante di ANPI provinciale e del presidente del Municipio 2, è stato inoltre dibattuto il documento congressuale. Il testo si compone di otto parti dedicate a temi centrali per la Sezione ANPI 10 agosto 1944 (dal disarmo, all’economia, passando per questione demografica e beni comuni). Grande rilevanza occupa anche la parte dedicata al quartiere e alle idee che la Sezione vuole mettere in pratica per portare la memoria tra le sue strade.