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Il 23 gennaio è stata posata una pietra di inciampo in via Morgantini 3, dove viveva Mario Sordini, operaio e partigiano delle Squadre di azione patriottica, deportato a Flossenbürg.

L’indirizzo a cui viene posata la pietra d’inciampo si trova a pochi metri da piazzale Selinunte, in zona San Siro, non certo vicino alla nostra sezione. Ma alcuni membri di ANPI 10 agosto 1944 hanno voluto esserci perché noi, Mario Sordini, in qualche modo lo conosciamo, abbiamo un amico in comune. A presentarcelo è stato il nostro Gruppo Storia che ha riportato alla luce parte del suo vissuto.

Mario Sordini, infatti, aveva un fratello, Adamo. Anche Adamo è stato deportato, ma è riuscito a tornare a Milano e ha contribuito a tenere viva la memoria della deportazione nei lager nazisti fino alla sua morte, avvenuta nell’ottobre del 1998. Racconta che, appena tornato a Milano, sul finire di giugno del 1945, si ritrova in piazzale Loreto e deve decidere cosa fare:

… ho pensato: “Ho una sorella che abita in via Bazzini, in zona piazza Piola, andrò lì”. Là vicino abitava anche mio fratello. Mi rivolgo al portinaio di mia sorella e gli dico: “Sa se la signora Frigerio è in casa?”. E lui:”No, è ancora via”. E aggiunge: “Perchè? Lei è il primo o il secondo fratello che hanno portato via?”. Io non sapevo niente di mio fratello. Ho preso una stangata! Mio fratello Mario è morto a Flossenbürg.

Adamo Sordini: una storia che si intreccia con quella di un altro deportato

Operaio alla Innocenti, Adamo viene deportato insieme ad altri 14 colleghi. Tra questi c’è anche Dante Villa, il cui nome è ricordato in una delle lapidi affidate alla nostra sezione e, dal 2021, anche da una pietra di inciampo in via Padova, 100. Ed è proprio grazie alla testimonianza di Adamo se siamo riusciti a ricostruire un pezzo della vita di Dante, un nostro vicino di casa deportato e morto a Mauthausen il 22 aprile 1945.

 

La testimonianza di Adamo Sordini, raccolta da Giuseppe Valota, è tratta da: “Oltre il ponte. Storie e testimonianze della Resistenza in zona 3”, a cura di R. Cenati, A. Quatela, ANPI Comitato Provinciale di Milano.