Care e cari, l’idea di parlare contemporaneamente di potenze in guerra e di ideale di pace viene da un’ ipotesi di lavoro: che un ordine (o forse ormai un disordine mondiale) pervicacemente legato alle potenze sia la negazione di ogni speranza e di ogni ideale di pace, e che la presenza stessa delle Potenze oggi renda necessario, non utopistico, rimuovere la guerra dalla storia (parola d’ordine delle Donne in Nero, organizzazione pacifista nata in Israele e poi diffusa in molti Stati).
C’erano, una volta, gli Imperi, poi il concetto di Impero è sembrato sconveniente ed è stato sostituito da quello di Potenza. Gli Imperi hanno scatenato la prima guerra mondiale, le potenze si sono sviluppate (o hanno tentato di farlo) con la Seconda. Una teorizzazione a favore della pace nasce già agli inizi dell’Ottocento in Europa, ma sono soprattutto le due guerre mondiali a concretizzare proposte di intervento e di legislazione sovranazionale per comporre i conflitti . Ma oggi in Ucraina le potenze si confrontano in armi, l’una direttamente, l’altra per interposto esercito, diciamo così, nessuna regola o ruolo previsto dal diritto internazionale viene messo in campo e nessuno si candida per favorire una mediazione.
Quanto all’ideale della pace, dovremmo cercare di capire se sopravvive o se è stato quasi sostituito dall’ideale della Potenza. Era ideale morale, sociale, religioso e politico. Mi sembra soprattutto importante capire come e dove sopravvive ed eventualmente che cosa di quell’ideale è andato perduto o si è rinsecchito in questa guerra che ha scatenato risse verbali e insulti inauditi.
Ad aprirmi la mente sul ruolo e la natura dell’idea di Potenza sono state le analisi dei geopolitici (civili e militari), come ad esempio quelle pubblicate su Limes. Sul pacifismo per il momento non posso che passarvi qualche suggerimento che mi è caro, su tutti gli scritti di Maria Zambrano, filosofa spagnola che combatté contro Franco e poi andò in esilio anche qui, in Italia.